Epatite B

Vogliamo incrementare nella popolazione la consapevolezza della malattia e dei fattori di rischio di contagio e incentivare l’esecuzione del test tra le categorie a rischio, coinvolgendo anche la popolazione migrante residente in Italia proveniente da Paesi in cui tuttora non esiste l’obbligo del vaccino.

L’infezione dà segni di sé solo quando si sono già prodotti danni epatici gravi: come sottolinea Gianfranco Delle Fave, Professore ordinario di Gastroenterologia dell’Ospedale Sant’Andrea, La Sapienza Università di Roma, «quando si produce la diagnosi di HBV l’infezione è già cronicizzata, cioè la malattia è già avanzata e si sono già determinati dei danni: la gran parte dei soggetti con infezione cronica da epatite B non presenta alcun sintomo, tuttavia sono perfettamente in grado di trasmettere la malattia».

Oltre 700mila persone in Italia sono affette da epatite B cronica: di queste, almeno la metà non sa di aver contratto l’infezione. Il virus dell’epatite B (HBV), spiega l’esperto, è 100 volte più contagioso dell’HIV ed è in grado di sopravvivere fuori dall’organismo, rimanendo infettivo, per almeno 7 giorni. La maggior parte dei contagi avviene mediante rapporti sessuali non protetti o scambio di siringhe o aghi contaminati, ma anche attraverso la condivisione di spazzolini da denti o rasoi e con l’utilizzo di strumenti non sterilizzati per piercing e tatuaggi. Nell’80% dei casi l’infezione si risolve spontaneamente, ma in circa il 20% dei casi evolve in una forma cronica estremamente pericolosa e che comporta un rischio maggiore del 15-20% di morire prematuramente per cirrosi ed epatocarcinoma.

“Si stima che i portatori del virus di origine non italiana siano circa 300mila – spiega Orlando Armignacco, Presidente SIMIT -. Persone non trattate, provenienti da zone ad alta endemia come Europa orientale, Africa sub-sahariana e Cina, portatori del virus cosiddetto ‘selvaggio’ (wild type), che hanno anche genotipi differenti da quello che abitualmente circola in Italia, cioè il genotipo D, e che, per vari motivi, non si sottopongono facilmente a esami di laboratorio”.

Vaccinazione, test e conoscenza dei fattori di rischio permettono di arginare il contagio. “La vaccinazione, la presenza di terapie efficaci che inibiscono la replicazione del virus, il miglioramento delle condizioni igieniche e sanitarie sono fattori che hanno determinato in Italia un abbassamento drastico della prevalenza da infezione da HBV, afferma Paolo Caraceni, Segretario AISF. Da zona ad alta endemia, l’Italia è diventata regione a bassa endemia, con una prevalenza di portatori del virus inferiore al 2%, concentrata nelle fasce d’età over 30-40”.

CHIUSURA FESTIVITA NATALIZIE

Si informano i nostri gentili pazienti che il Laboratorio rimarrà chiuso nelle seguenti giornate: 

24 / 25 / 26 e 31 Dicembre

1 e 6 Gennaio

Il Team del CMT Analisi Mediche augura buone feste a tutti voi!